Per il Lanificio Zignone l’eccellenza del “Made in Italy” è un valore inestimabile.

Una priorità che ha portato l’azienda a fare investimenti importanti, anche negli anni più difficili del settore laniero, per difendere la “vera” produzione italiana.
Il ciclo di lavorazione interamente biellese è un segno distintivo del Lanificio Zignone, riconosciuto in tutto il mondo. Una scelta vincente apprezzata da brand inglesi e americani, stilisti italiani, alta moda francese, grande distribuzione internazionale.
La gestione diretta della filiera, dalla scelta delle lane alla nobilitazione, si unisce all’attitudine alla sperimentazione, al confronto con l’evoluzione dei mercati e la trasformazione dei gusti e dei costumi.

L’insieme di questi elementi ha definito un’identità aziendale caratterizzata da prodotti di altissima qualità, dove il prestigio dei tessuti tradizionali si accosta a finissaggi innovativi e a materiali performanti, per diventare un classico contemporaneo.
Il tutto secondo uno stile ricercato che attinge, ad ogni collezione, da fonti ispirazionali attuali e al proprio passato.
Il Lanificio Zignone si distingue anche per la cultura produttiva sostenibile che ha condotto ad una significativa riduzione dell’impatto ambientale nell’utilizzo delle risorse idriche ed energetiche e alla creazione di ZONE, la prima collezione in lana organica certificata GOTS.

La storia dell’azienda è legata alla famiglia Zignone
che dai primi del ‘900 è parte integrante della tradizione tessile biellese.

Gilio Zignone eredita dal padre l’attività di famiglia a Trivero, per poi trasferirsi a Biella ed aprire una importante ditta di ingrosso di stoffe con distribuzione nazionale. Grazie alla sua profonda conoscenza dei tessuti e all’esortazione di alcuni clienti, negli anni ’60 dà origine ad una proprio stabilimento produttivo che prende il nome di Lanificio Mucrone. Nel 1968 la sede viene spostata a Strona per diventare il Lanificio Zignone.
Dopo un ventennio di gestione da parte del fondatore Gilio Zignone, la figlia Luisella - Presidente - insieme al cognato Giuseppe Patti - Amministratore Delegato - ha consolidato l'espansione del lanificio.

La loro determinazione e la strategia aziendale si sono unite alle qualità imprenditoriali della terza generazione.
Luca Patti – Responsabile produzione e acquisto materia prima - e Matteo Patti – Strategia del prodotto e Responsabile commerciale – hanno dato un forte impulso ad un percorso già intrapreso dal board di direzione, quello verso l’internazionalizzazione, che da sempre ha differenziato questa realtà industriale dalle altre.
Il Lanificio Zignone ha così costruito la sua forte credibilità su una efficace gestione familiare, sulla continuità di sviluppo nel tempo e la scoperta ed acquisizione di nuovi canali distributivi.

  1. Fondazione del Lanifcio Mucrone di Gilio Zignone

    La storia del Lanificio Zignone ha inizio negli anni '60 quando Gilio Zignone, passa da commerciante di tessuti a importante grossista ed infine produttore di flanelle per i propri clienti.
    Nel 1964 fonda il Lanificio Mucrone

  2. Fondazione del Lanificio Zignone

  3. Acquisizione della Filatura Spaider

  4. Inizio lavori del nuovo stabilimento della Filatura Spaider

  5. Acquisizione del Finissaggio

  6. Oggi Lanificio Zignone produce 2.5 milioni di metri di tessuto ed esporta in 46 differenti nazioni

Luca e Matteo Patti rappresentano la terza generazione del Lanificio Zignone.
I loro obiettivi per l’evoluzione dell’azienda mantengono un solido legame con l’eredità del passato,
rendendola però attuale.

Questo significa avvalersi di figure professionali giovani nei punti chiave dell’impresa, elevare gli standard dei prodotti massimizzando i controlli, informatizzando i processi, sviluppando nuovi tessuti.
I costanti investimenti in tecnologia, il seguire in prima persona i clienti e i mercati, permettono di essere competitivi in un settore sempre più esigente, dove un servizio tempestivo e propositivo, fa la differenza.
Così come premiante, per consolidare e rafforzare la propria presenza e visibilità in nuovi Paesi, è l’attitudine alla ricerca stilistica.

Essere creativi, vuol dire saper cogliere abitudini d’acquisto diverse e interpretare i nuovi scenari della moda, evidenziando la maestria e il gusto tipicamente italiani.
Ed è propria di questa nuova generazione di imprenditori la spiccata sensibilità al tema dell’ecologia, in un’ottica di abbattimento dei consumi energetici e di miglioramento della qualità ambientale e sociale.
Perché eccellenza ed etica devono poter coesistere in perfetta armonia.